Lumen nominali vs lumen effettivi
I lumen nominali provengono dalla scheda tecnica del chip LED; «lumen effettivi» è il termine commerciale per la luce che esce davvero dal faro dopo le perdite ottiche, termiche ed elettriche. Il divario è reale – in genere il 20–40 % – ma nessun ente normativo definisce il termine e ogni marca lo misura in un momento diverso, perciò quei valori non sono confrontabili tra fornitori.
Due fari possono dichiarare entrambi «4.000 lumen» e rendere in modo molto diverso. I lumen nominali (o teorici) provengono dalla scheda tecnica del produttore dei chip LED a temperatura ideale. La luce che esce davvero dal faro è inferiore: dopo che lente, riflettore, corrente del driver e calore di esercizio hanno preso la loro parte, in genere il 20–40 % in meno del valore nominale. Questo divario è reale, ed è il motivo per cui un valore di chip non dovrebbe mai decidere un acquisto.
Perché esiste questo divario
Le ottiche assorbono e disperdono la luce; i LED perdono intensità scaldandosi; i driver alimentano i chip sotto la corrente massima per allungarne la durata. Un faro ben progettato gestisce queste perdite: ottiche a riflettore sofisticate sprecano meno luce e ne portano di più, utile, sul lavoro.
Perché il termine non è una specifica
Nessun ente normativo definisce i «lumen effettivi»: il termine non compare né nella IEV 845 né nella ANSI/IES LS-1-25. I produttori inoltre lo misurano in momenti diversi: alcuni leggono il faro dopo 30 minuti, altri a 10 e a 30 minuti, altri dopo due ore, e alcuni pubblicano invece un valore di emissione a regime. Due fari che dichiarano gli stessi lumen effettivi possono quindi derivare da due prove diverse, e nemmeno il rapporto spesso citato – «l'effettivo è circa il 70 % del nominale» – ha una base fissa. Consultate lumen, lux e candela per il dettaglio normativo.
Cosa chiedere al fornitore
Chiedete il flusso luminoso totale misurato secondo la ANSI/IES LM-79-19, con le condizioni di prova dichiarate: stabilizzazione termica, temperatura ambiente e tensione di prova. Meglio ancora, chiedete la curva fotometrica in candela, o i lux a una distanza dichiarata, perché è questo che determina ciò che l'operatore vede. Il tipo di fascio conta quanto l'emissione – consultate tipi di fascio per capire come gli stessi lumen servono compiti diversi.
Il tipo di fascio descrive come un faro distribuisce la luce: il fascio diffuso offre un'illuminazione ampia del campo vicino; il fascio concentrato proietta un fascio stretto a lunga distanza; i fari a fascio combinato riuniscono entrambi in un unico alloggiamento.
Temperatura di colore (Kelvin)La temperatura di colore, misurata in kelvin (K), descrive la tonalità della luce bianca: circa 3.000 K è calda (giallastra), 5.000–5.700 K è bianco neutro simile alla luce diurna, 6.000–6.500 K è bianco freddo. I marchi affermati specificano 5.000–5.700 K.
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