Polycarbonate Lens (UV Stabilisation and Hard Coating)
Una lente in policarbonato per fari si sceglie per la resistenza agli urti, ma se non trattata ha due modalità di guasto nel servizio all’aperto: ingiallisce sotto i raggi UV e si opacizza per abrasione. La stabilizzazione UV è integrata in ogni lente che stampiamo; l’indurimento superficiale è un’opzione di processo per le flotte che lavano i veicoli ogni giorno.
Il vetro resiste all’abrasione meglio di qualsiasi plastica, e il policarbonato resiste agli urti meglio di qualsiasi vetro. Su una macchina che prende sassate, colpi di rami e ogni tanto una botta da un caricatore, è questo compromesso a decidere il materiale: quasi tutti i fari da lavoro e le luci di segnalazione sui mezzi pesanti montano una lente in policarbonato. Ciò che la scelta del materiale non decide è quanto il faro sia ancora luminoso dopo tre inverni, e questo dipende da due trattamenti che la maggior parte delle schede tecniche non menziona nemmeno.
Vale la pena chiarire prima una distinzione, perché cambia le domande che dovreste porre. La lente indicata su una scheda tecnica è la lente esterna: la faccia sigillata che incassa la sassata, i raggi UV e la spazzola di lavaggio. Alcuni fari hanno dietro di essa un secondo elemento ottico, un’ottica interna stampata per dare forma al fascio e non per proteggere alcunché; dove è presente, è di solito in PMMA, otticamente più trasparente del policarbonato ma incapace di reggere una sola stagione in posizione esterna. I due componenti si guastano in modo diverso e vengono specificati separatamente. Tutto ciò che segue riguarda la lente esterna, perché è quella che invecchia ed è l’unica che un indurimento superficiale può raggiungere.
Stabilizzazione UV: quanto vi costa davvero l’ingiallimento
Il policarbonato non trattato assorbe i raggi UV e ingiallisce. La lente resta sigillata, resta integra e supera ancora lo stesso test IP che superava da nuova, mentre porta a terra una quantità di luce misurabilmente inferiore a ogni stagione. Nessuno dei due valori che gli acquirenti confrontano di solito, il grado di protezione IP e il dato in lumen, si muove quando questo accade, ed è per questo che il problema tende a emergere come «le luci sembrano più deboli adesso» e non come un mancato rispetto delle specifiche.
Ogni lente esterna che stampiamo è in policarbonato stabilizzato ai raggi UV di serie. Non è un’opzione né un livello di allestimento superiore, quindi non esiste una versione della nostra gamma che ingiallisca più in fretta di un’altra. Per un acquirente questo elimina una variabile dal confronto: se due offerte riportano entrambe «lente PC», chiedete quale delle due è stabilizzata prima di confrontare qualsiasi altra cosa.
Indurimento superficiale: quando conviene chiederlo
L’abrasione è la seconda modalità di guasto e ha un aspetto diverso. I graffi sottili lasciati da spazzole di lavaggio, pietrisco sollevato dal vento e rami sporgenti non bloccano la luce: la diffondono. Il faro può misurare un’emissione vicina a quella originale ed essere comunque peggiore per lavorarci sotto, perché la diffusione si manifesta come abbagliamento negli occhi dell’operatore anziché come illuminazione sulla superficie da illuminare.
Una superficie della lente indurita resiste a questa diffusione. Possiamo applicare l’indurimento superficiale su richiesta, invece di tenerlo a magazzino come linea separata, e questo conta perché le posizioni che ne hanno bisogno sono di solito solo una parte della macchina: i fari nel percorso di lavaggio e sul frontale del veicolo incassano l’abrasione, mentre una posizione posteriore riparata o all’interno della cabina raramente lo giustifica. Diteci quali posizioni vengono lavate ogni giorno e vi quoteremo l’indurimento su quelle e lenti standard stabilizzate ai raggi UV sul resto.
Come leggerlo su una scheda tecnica
Tre domande separano una lente specificata da una non specificata:
- Il policarbonato è stabilizzato ai raggi UV? Se la scheda dice solo «lente PC», non ha risposto a questa domanda.
- La superficie della lente è indurita o non trattata? L’indurimento è un processo, quindi va nominato come tale, non lasciato intendere da una parola come «resistente».
- Quali posizioni del vostro allestimento ricevono l’opzione indurita? È una decisione posizione per posizione, non ordine per ordine.
Il materiale e il trattamento della lente di ogni singolo faro sono indicati nella tabella delle specifiche sulla sua pagina prodotto. Se una posizione di cui avete bisogno non è elencata con il trattamento richiesto dalla vostra scheda di allestimento, chiedetecelo invece di darlo per scontato: su una gamma prodotta su ordinazione la risposta è spesso sì.
Per il lato sigillatura dello stesso problema, e per capire perché un grado di protezione IP non dice nulla su come invecchia una lente, consultate la nostra voce sui gradi di protezione IP. Per l’unica posizione in cui la lente fa più che proteggere l’ottica, vedete la voce lente riscaldata e sbrinamento.
Il grado di protezione IP (Ingress Protection) è un codice a due cifre definito dalla norma IEC 60529 che indica quanto un alloggiamento resiste alla polvere (prima cifra) e all'acqua (seconda cifra). La seconda cifra non è una scala: IP69K copre il lavaggio ad alta pressione con acqua ad alta temperatura, che un grado di immersione da solo non implica.
Lente riscaldata (fari LED antighiaccio)Un faro LED a lente riscaldata ha un elemento riscaldante resistivo incollato alla lente che scioglie neve e ghiaccio, risolvendo il problema dei LED efficienti che, a differenza delle alogene, producono troppo poco calore disperso per mantenere pulita la propria lente.
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